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Amministratore condominio fa sparire 500.000 euro,denunciato

Pubblicato da ziriuz84 su Ottobre 6, 2008

(ANSA) – TRIESTE, 6 OTT – La Guardia di Finanza di Trieste ha scoperto un amministratore di condominio che si e’ appropriato illegittimamente di 500.000 euro. La cifra e’ stata sottratta ai 12 condomini che amministrava facendo risultare maggiorazioni delle spese falsificando la documentazione. L’uomo era anche presidente di una cooperativa fallita dalla quale aveva distratto 150.000 euro. L’amministratore e’ indagato dalla procura per appropriazione indebita, falso e bancarotta fraudolenta.

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Una Risposta a “Amministratore condominio fa sparire 500.000 euro,denunciato”

  1. emanuela detto

    Soldi spariti, amministratore patteggia
    PAVIA.

    Poco meno di 150mila euro di spese condominiali, tra bollette di gas,
    luce, acqua e manutenzione degli ascensori. E’ la cifra che gli
    inquilini di due condomini di Pavia hanno pagato, per un paio di anni,
    al loro amministratore. Ma i soldi sono stati versati all’Asm solo al
    termine di un processo penale che ha visto coinvolto l’amministratore
    stesso, imputato per appropriazione indebita. Paolo Agosti, 44 anni di
    Pavia, per quell’accusa ha patteggiato, pochi giorni fa, due mesi di
    reclusione e 400 euro di multa. L’amministratore di condominio ha
    restituito il denaro. Del suo “ravvedimento”, a cui si fa cenno nella
    sentenza, il giudice ha certamente tenuto conto. Come pure è stato
    rilevato il fatto che il 44enne è incensurato. La sentenza non
    chiarisce alcun dettaglio, e lo stesso avvocato difensore, Stefano
    Nosotti, già in fase di indagine aveva scelto di non commentare la
    vicenda. «I processi non si fanno sui giornali e non ho intenzione di
    spiegare alcunché ai giornalisti», si era limitato a dire qualche
    settimana fa. Poche parole anche da parte del ragioniere: «Si è risolto
    tutto, non c’è molto altro da dire». E in effetti la restituzione dei
    soldi ai condomini ha permesso di chiudere la faccenda con strascichi
    giudiziari tutto sommato limitati. E’ vero che il giudice, nella
    sentenza, parla di «elementi indiziari di responsabilità» a carico
    dell’imputato, ma va detto che il patteggiamento, che è un rito
    previsto dal codice, non implica affatto un’assunzione di “colpa” da
    parte di chi ne fa richiesta. Non è chiaro, perciò, se il reato sia
    stato commesso nei termini che vuole l’accusa (con l’amministratore che
    avrebbe intascato il denaro delle bollette), oppure se si sia trattato
    di una “leggerezza”, dovuta magari alla modalità di gestione dei due
    condomini. Fatto sta che l’amministratore doveva rispondere di
    appropriazione indebita in merito alla gestione di due palazzi di
    Pavia: il condominio Delta, situato in via Grassi, e il condominio
    Gardenia, in via Bernardo da Pavia. Nel primo caso l’ammanco avrebbe
    riguardato 1.855 euro versati dai condomini per una polizza
    assicurativa e altri 13.368 che dovevano essere versati all’Asm per il
    gas fornito in tre anni, dal 2005 al 2007. Il secondo capo di
    imputazione riguarda lo stesso periodo, ma l’altro condominio. In
    questo caso, per l’accusa, l’amministratore si sarebbe appropriato di
    una somma di 132.700 euro versati periodicamente dai condomini per
    pagare le spese condominiali, che includono il gas, la luce, l’acqua e
    la manutenzione degli ascensori. Una cifra poi restituita, ma che è
    stata al centro dell’indagine avviata dalla Procura che si è alla fine
    conclusa con un patteggiamento. Il 44enne ha beneficiato della
    sospensione condizionale della pena.

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